Lo scavo dell’abitato del Bronzo Finale di Sorgenti della Nova (Farnese – Vt) ha avuto inizio nel 1974 con Ferrante Rittatore Vonwiller. Dal 1976 lo scavo è proseguito con gli archeologi del CSP sotto la direzione di Nuccia Negroni Catacchio. Gli scavi rientrano nell’ambito delle attività del Dipartimento di Scienze dell’Antichità, sezione di Archeologia dell’Università degli Studi di Milano in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica dell’Etruria Meridionale.
Il sito di Sorgenti della Nova sorge su una rupe di tufi e pomici naturalmente difesa, posta alla confluenza dei due torrenti, a Varlenza, che segna l’attuale confine amministrativo tra Lazio e Toscana e la Porcareccia. L’abitato rappresenta un ambito privilegiato di ricerca per la ricchezza e l’abbondanza dei suoi resti archeologici, disturbati solo in parte dagli interventi umani moderni. Nonostante infatti le parziali distruzioni causate soprattutto sul versante settentrionale dai lavori di una cava rimasta attiva fino al 1976, e dagli scassi per i lavori agricoli, gli archeologi hanno individuato e portato alla luce numerose grotte scavate artificialmente nella roccia. Queste grotte venivano utilizzate come abitazioni o come ambienti di servizio. Gli archeologi hanno trovato anche le fondazioni di alcune capanne, sia del tipo a base incassata nella roccia, sia su canalette perimetrali.
L’interesse di Sorgenti della Nova è infine completato dalla parziale sovrapposizione sull’abitato protostorico di un centro medievale. In esso gli esperti hanno rinvenuto abitazioni di tipo rupestre, con grotte scavate nella roccia. Inoltre gli scavi hanno portato alla luce case con muri perimetrali e alzato in materiale deperibile. Si sono rinvenuti anche una chiesa a navata unica con una buca-ossario dietro l’abside e resti di un cimitero. Infine, un castello di cui sono visibili i resti di un’alta torre.






