Sovana Cattedrale

Nel 1989 iniziarono i lavori di indagine a Sovana (Gr) nei pressi della Cattedrale. Questo ha spostato per la prima volta le ricerche, condotte in precedenza sulla necropoli etrusca, nell’area dell’abitato. Si è scoperto che la “fondazione” della Sovana etrusca ha radici in epoca protostorica. Lo scavo si è concluso nel 1999.

La rupe tufacea su cui si è sviluppato l’abitato di Sovana preistorica, etrusca, medievale e moderna si erge dunque nel cuore della Maremma tosco-laziale. Le campagne di scavo e di ricognizione sistematica, condotte dal 1989 dal Dipartimento di Scienze dell’Antichità, sezione di Archeologia dell’Università degli Studi di Milano diretti dalla Prof.ssa Nuccia Negroni Catacchio in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica della Toscana, e il CSP hanno dimostrato che il sito era già frequentato in epoca neolitica.

Risultati degli scavi

Sul versante meridionale della rupe gli esperti hanno messo in luce alcune abitazioni a pianta ellittica, disposte lungo il margine del dirupo. Gli scavi hanno inoltre permesso di accertare la frequentazione della rupe durante la fase etrusca di periodo orientalizzante-arcaico, cui sono riferibili le grandi case a pianta rettangolare, costruite su grossi pali perimetrali, rinvenute in tutti i settori.
Dopo un periodo di abbandono documentato tra la fine del V e il IV secolo a.C., l’area è stata intensamente sfruttata. Questo da una parte con strutture produttive cui appartengono la fornace (IV/III sec. a.C.), l’articolata zona produttiva comprendente silos, pozzetti, canali di scolo e la cd. “vaschetta a scarpa” (III sec. a.C.) in ottimo stato di conservazione. Dall’altra con abitazioni private composte da più ambienti comunicanti, con funzioni differenti, con alzato in blocchi di tufo e copertura in grosse tegole d’argilla. Sempre ad epoca etrusco-romana appartiene la struttura monumentale, tuttora in corso di studio. Essa è costituita da un muro con andamento perpendicolare rispetto al dirupo, costruito in grossi blocchi di tufo. Alcuni di questi blocchi presentano tracce di intonaco su uno dei lati e da un muretto di rincalzo.

Dopo l’intervento della cava per l’estrazione del tufo databile al primo periodo imperiale (I sec. d.C.) non vi sono più attestazioni fino al cimitero tardo antico-altomedievale, articolato in tre fasi caratterizzate dal diverso orientamento delle fosse tombali.