Mandrione di San Giovanni

Negli anni dal 2012 al 2019 l’equipe del Centro Studi di Preistoria e Archeologia di Milano sotto la direzione di Nuccia Negroni Catacchio, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma, la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale, indagò la necropoli eneolitica del Mandrione di San Giovanni (Ischia di Castro – Vt).

Le indagini archeologiche individuarono sei strutture tombali divise in due gruppi distinti: le tombe 1, 2, e 3 ad est, pertinenti al primo nucleo individuato. Ad esse si aggiungono tre strutture poste a circa 15 m ad ovest delle prime. Questo secondo nucleo è compost da due tombe (4 e 6) e da una struttura non funeraria. Lo scavo di Mandrione di San Giovanni e lo studio congiunto della tomba 4 e della struttura 5 hanno permesso di approfondire un elemento spesso sottovalutato dalla ricerca, ovvero il riutilizzo delle sepolture rinaldoniane in epoche successive, con un cambio di funzione.