Roccoia

In località Roccoia (Farnese, Vt), all’interno della Riserva Naturale “Selva del Lamone”, gli esperti scoprirono una necropoli non molto lontana dalla già scoperta tomba di Prato di Frabu­lino. Durante il mese di agosto del 2007, la segnalazione di un appassionato locale ha portato all’individuazione di una tomba a camera databile al Bronzo Antico finale / Medio iniziale in località Roccoia.
In accordo con la Soprintendenza si è programmata una prima ripulitura nel 2007 e uno scavo sistematico nell’estate del 2008. Con esso si è appurato che dei lavori di una strada aperta molti anni fa e in seguito scavi clandestini hanno intaccato parzialmente la tomba. Proprio nel corso di questo intervento si è visto che la tomba non era isolata, ma faceva parte di una necropoli. Necropoli composta da almeno altre due tombe con struttura analoga alla prima, regolarmente intervallate tra loro.

Ritrovamenti dello scavo:

La tomba è formata da una camera a pianta quadrangolare 2,18 m x 2,30 m con volta crollata e da un dromos che presenta lunghezza di 3,42 m ca. e larghezza minima di 0,82 m e massima di 1,49 m ca., che rivela più fasi di preparazione, entrambe scavate all’interno del banco tufaceo.
Nella camera gli archeologi hanno individuato tracce di lavorazione. Hanno inoltre messo in evidenza un lungo gradino che percorre l’intero lato N-W/S-E, forse utilizzato per deporre oggetti del corredo. La parte conservata della volta presenta un’inclinazione poco accentuata che ha fatto presumere che la forma non fosse a cupola ma a “tetto spiovente”.
All’interno del dromos gli scavi hanno rinvenuto scarsi resti di materiale ceramico. In particolare gli esperti hanno rinvenuto frammenti di una ciotola ritrovata nello strato definito di calpestio, riconducibile al Bronzo Antico/Medio. All’interno della camera hanno trovato soltanto resti ossei non in posti, a causa della precedente opera di clandestini.

Nel 2010, inoltre, iniziarono nuove campagne di ricognizioni nel territorio gravitante attorno al fiume Fiora. Nonostante le numerose scoperte passate, il territorio della Maremma tosco-laziale risulta ancora ricco di storia e reperti ancora da scoprire. Questo richiede ulteriori futuri sforzi per svelarne l’importanza e ricostruire la storia più an­tica del territorio, prima che vi si insedi­assero gli Etruschi.