Ornarsi per comunicare con gli uomini e con gli Dei
Gli oggetti di ornamento come status symbol, amuleti, richiesta di protezione

Milano 2016 in 2 volumi; pagg. 428+838
Il XII Incontro di Studi intende esplorare alcuni aspetti relativi ai comportamenti delle più antiche popolazioni dell’Etruria.
È sembrato che uno degli aspetti più interessanti fosse l’analisi di quelli che noi chiamiamo “oggetti di ornamento“. Essi tuttavia non sempre hanno una funzione così limitata: si indossavano sontuose vesti, preziose collane di ambra, avorio, pasta vitrea, monili d’oro, argento e altri metalli. Questo per ostentare, da vivi e da morti, la propria ricchezza e l’appartenenza a ceti sociali molto elevati. Le materie preziose assolvono a questa funzione fino dai tempi più antichi. Alcuni pendagli erano poi veri e propri amuleti con funzione apotropaica. Infine l’uso di indossare pendagli o spilloni raffiguranti forme astratte o figurate sembrano indicare un preciso richiamo a divinità di cui si chiede la protezione e sottintendono tutto un patrimonio di credenze e ideologie religiose e funerarie.
Ornarsi dunque significa voler comunicare qualcosa di sé. Significa nello stesso tempo proteggersi dalle influenze negative ed entrare in contatto con le divinità che proteggono in vita e in morte. Un’analisi di questo tipo può aiutare a comprendere meglio la mentalità e i comportamenti delle comunità ora estinte e non più osservabili.
In questa ottica sono stati presi in esame gli oggetti di ornamento presenti nelle diverse epoche. Oltre a ciò, gli exotica come l’ambra e l’avorio e gli ornamenti in materie preziose. Ma anche gli ornamenti con rappresentazioni simboliche o reali di oggetti e figure umane o animali, legati alla ideologia funeraria o religiosa e indicatori di identità (etnica, di genere, di età e altro). E ancora, le rappresentazioni di monili dipinte su ceramica o scolpite su stele.
Come sempre il tema ha riguardato l’Etruria in senso lato, ma per i necessari confronti sono stati accettati anche interventi relativi ad aree diverse, anche lontane, quali la Lettonia, l’Armenia ecc.
La seconda sezione ha raccolto gli interventi relativi agli studi e alle scoperte pre- e protostoriche effettuate in Etruria durante gli ultimi anni, e costituisce un prezioso aggiornamento relativo a ricerche ancora in corso.
